Malvasia di Candia Aromatica
di I. Cosmo e F. Sardi
da "Malvasia di Candia aromatica", in Principali vitigni da vino coltivati in Italia - Volume III, Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, 1964

Sinonimi (ed eventuali errati)

A Ziano (Piacenza) è talora conosciuta come "Malvasia di Candida". Il nome di "Malvasia di Caudia" viene spesso attribuito a due vitigni tra loro nettamente dissimili, di cui uno produce tra l'altro un frutto di sapore semplice, mentre un secondo, che è quello qui descritto, è a frutto nettamente aromatico di moscato. Per distinguere i due tipi abbiamo perciò al secondo vitigno aggiunto, accanto al nome comune di "Malvasia di Candia", anche l'appellativo "aromatica"; sembrerebbe però più corretto considerare senz'altro questo vitigno un vero e proprio Moscato, così come proponeva il Marzotto (1925), mentre secondo il Di Rovasenda (1877) "dovrebbero dirsi Malvasie soltanto quelle uve profumate che hanno il sapore speciale di moscato un po' amarognolo". Nell'Oltrepò pavese, specialmente nella parte orientale (S. Maria della Versa), è tuttora coltivata qua e la una Malvasia bianca aromatica, di cui si producono poche centinaia di quintali; ma la sua coltura tende a restringersi (per estendersi invece quella del Moscato). Confrontando la precisa descrizione fattane dal Prof. Giuseppe Fogliani si ha motivo di ritenere che tale Malvasia corrisponda a quella da noi descritta come "Malvasia di Candia" a sapore moscato, evidentemente passata dai colli piacentini a quelli dell'Oltrepò pavese.

Descrizione Ampelografica

Per la descrizione di questo vitigno si è usufruito di un clone di "Malvasia di Candia" esistente presso la collezione ampelografica della Stazione Sperimentale di Viticoltura e di Enologia di Conegliano. I caratteri rilevati nella predetta collezione sono stati confrontati con quelli riscontrati sulla "Malvasia di Candia" coltivata nelle provincie di Parma e Piacenza.

Germoglio di 10-20 cm

Figura 1: Apice di Malvasia Di Candia Aromatica.

Apice: mediamente espanso, lanugginoso, biancastro con orlo carminato.

Foglioline apicali (dalla 1a alla 3a): spiegate, aracnoidee con qualche setola sulle nervature, verdi-giallastre con sfumature bronzate, pentalobate con seni profondi, lanceolate.

Foglioline basali (dalla 4a in poi): spiegate, glabre nella pagina superiore, setolose nella pagine inferiore, di colore verde giallastro.

Asse del germoglio: curvo, verde con striature rosse, quasi glabro.

Germoglio alla fioritura

Apice: mediamente espanso, aracnoideo, verde biancastro con sfumature bronzate.

Foglioline apicali: spiegate, quasi glabre sulla pagina inferiore e con pochi peli su quella superiore, molto lucide, di colore verde, a volte intensamente bronzate e pentalobate.

Foglioline basali: piegate a gronda o a coppa, glabre, lucide le prime, un po' bronzate la 4° e la 5°, verdi le altre, pentalobate.

Asse del germoglio: curvo.

Tralcio erbaceo: sezione trasversale circolare, contorno liscio, glabro, di colore verde, rosso da un lato ed a volte interamente.

Viticci: a distribuzione intermittente (formula 0-1-2-0-1-2), bifido, di media lunghezza, sottile, giallastro un po' rosso alla base.

Infiorescenza: lunga, piramidale con 1 ala.

Fiore: ermafrodita, regolare.

Figura 2: Foglia di Malvasia Di Candia Aromatica.

Foglia: di media grandezza, pentagonale, pentalobata; seno peziolare a V-U tendente a lira; seni laterali superiori profondi ed a lira; seni laterali inferiori a lira, poco marcati; pagina superiore glabra, verde, un po' lucida; pagina inferiore leggermente vellutata, di colore verde chiaro, lembo leggermente piegato a gronda, lobi lisci piani e marcati; angolo alla sommità dei lobi terminali quasi retto; denti acuti, irregolari, caratteristici dei moscati; nervature di I-II ordine abbastanza sporgenti inferiormente, verdi giallastre sulla pagina superiore, vellutate, verdi più chiare e rosate verso la base su quella inferiore.

Picciolo: di media lunghezza e grossezza, glabro con canale evidente, rosato.

Figura 3: Grappolo di Malvasia Di Candia Aromatica.

Grappolo a maturità industriale: di grandezza più che media, spargolo, allungato, piramidale, molto alato, quasi composto; peduncolo lungo, visibile, semilegnoso, verde.

Acino: medio (diametro trasversale mm 15,5), sferoide, regolare, ombelico persistente e molto evidente; sezione trasversale regolare; buccia pruinosa, di colore giallo dorato opalescente caratteristica dei moscati, spessa, consistente; polpa succosa, sciolta, sapore gradevole di moscato; succo incolore; pedicelli medi, di colore verde con cercine verde, verrucoso, evidente; pennello medio, di colore giallo.

Vinaccioli: 2-3 per acino, piriformi di media grandezza.

Tralcio legnoso: di media lunghezza e robustezza; sezione trasversale tondeggiante o appiattita; superficie liscia con fitte striature, glabro, di colore nocciola con striature rossastre; nodi glabri, di colore leggermente più marcato; meritalli lunghi circa 10 cm; gemme coniche, appuntite.

Tronco: di media vigoria.

Fenologia

Condizioni di osservazione: si considerano quelle riguardanti la collezione ampelografica della Stazione Sperimentale di Viticoltura e di Enologia di Conegliano, nella quale il clone è stato introdotto.

Ubicazione

Per l'ubicazione, il clima, il terreno ecc., nonché per le fasi di vegetazione della vite ed il calendario di maturazione dell'uva, si rimanda ad una delle seguenti monografie pubblicate iti precedenza: "Tocai friulano", "Riesling italico", "Raboso Piave", "Raboso veronese", "Pinella".

Fenomeni vegetativi

Germogliamento: medio.

Fioritura: media.

Invaiatura: media.

Maturazione dell'uva: II-III epoca.

Caduta delle foglie: media.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Vigoria: media (preferisce potatura media o corta); sui Colli di Piacenza riesce peraltro vigorosa e fertile.

Produzione: media e costante, con discreta colatura; l'uva si conserva sulla pianta. Sovente l'estremità del grappolo presenta gli acini appassiti.

Posizione del primo germoglio fruttifero: 4°-5° nodo.

Numero medio delle infiorescenze per germoglio: 1-2.

Fertilità delle femminelle: nulla.

Resistenza alle malattie: soggetta a colatura ed un po' alla peronospora del grappolo.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: normale.

Utilizzazione

Per la vinificazione ed anche per il consumo diretto. Sulle colline del Piacentino non si vinifica generalmente da sola, ma in mescolanza alle uve di "Trebbiano" e di "Ortrugo" per dare un po' di profumo tanto ai vini "secchi" che a quelli amabili o dolci.