La Direttiva comunitaria 68/193/CEE emanata nel 1968, più volte aggiornata e modificata nel corso degli anni, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite,  prevede che:

  • ogni Stato membro istituisca un Registro delle varietà di viti ammesse ufficialmente alla certificazione nonché al controllo dei materiali di moltiplicazione standard nel proprio territorio;
  • il Registro riporti le principali indicazioni relative alle caratteristiche morfologiche e fisiologiche che consentono di distinguere fra di loro le varietà;
  • una varietà sia iscritta nel Registro solo se è distinta, stabile e sufficientemente omogenea.

Già da questi cenni si comprende che il Registro è finalizzato alla certificazione ed al controllo dei materiali di moltiplicazione della vite. In pratica l’obiettivo è fornire al produttore viti della cui identità varietale vi è certezza, requisito questo sempre più importante nelle moderne viticoltura ed enologia.

Per assicurare un’univoca applicazione della citata direttiva di base nei diversi Stati Membri ai fini dell’iscrizione di una varietà al registro, nel 1972 la Comunità ne emanò una seconda: la Direttiva 72/169/CEE, che fissava i caratteri e le condizioni minime, in termini di caratteristiche morfologiche e fisiologiche, che dovevano essere presi in considerazione durante l’effettuazione delle prove per la caratterizzazione delle varietà ai fini del loro riconoscimento ufficiale.

Fin qui la legge comunitaria alla quale bisognava dare pratica attuazione nel nostro Paese. Ma in che modo? Innanzitutto si trattava di istituire un Registro nazionale con un unico responsabile nazionale che per il nostro Paese è stato, fin dal 1969 e su delega dell’allora Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, l’ex Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, dal 2004 confluito nel CRA ed oggi denominato CRA-VIT, che ha esercitato e continua ad esercitare la funzione assegnata. Inoltre, bisognava dare piena attuazione da un lato, alle informazioni tecniche relative alle caratteristiche morfologiche e fisiologiche che consentivano di distinguere fra di loro le varietà ai fini dell’iscrizione al Registro, e dall’altro a quelle di carattere amministrativo per lo svolgimento dell’attività di Controllo e Certificazione dei Materiali di Moltiplicazione della Vite. Questi due obiettivi sono stati perseguiti, inizialmente con il D.P.R. n.1164 del 1969 e col D.M. 2-6-1981, e successivamente con il D.M. 8-2-05 e il D.M. 6-10-2004, che hanno consentito la tenuta e l’aggiornamento del Registro Nazionale delle Varietà di viti fino ai giorni nostri.

In letteratura si trovano molte descrizioni più o meno dettagliate delle varietà di viti. Sono documenti preziosi che ancora oggi vengono consultati. Tuttavia, soffermandosi ai vitigni attualmente coltivati, fondamentale è la pubblicazione del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste dell’opera “Principali vitigni da vino coltivati in Italia” e della sorella “Principali  vitigni di uve da tavola”, rispettivamente nel 1965 e nel 1975. A buon titolo tali opere possono essere considerate, anche per la coincidenza della loro pubblicazione con l’entrata in vigore della direttiva 68/193/CEE, la base tecnica più importante del Registro cioè la descrizione delle caratteristiche morfologiche e fisiologiche che contraddistinguono la gran parte delle varietà iscritte. Il lavoro di descrizione delle varietà, ovviamente, è continuato e prosegue ad opera del CRA e soprattutto dell’CRA-VIT di Conegliano, di Università, Amministrazioni Regionali e Provinciali, Enti di ricerca e privati.

Per stare al passo coi tempi e per dare la più ampia diffusione di questo “strumento operativo”, nel 2009 il Servizio Nazionale di Certificazione della Vite del CRA-VIT ha dato inizio alla realizzazione della versione del Registro ON LINE il cui obiettivo, oltre a quello di adempiere agli obblighi istituzionali, era e resta quello di fornire a tecnici, viticoltori, vivaisti, ricercatori e a tutti coloro che lavorano nella filiera vitivinicola, una serie di informazioni ad esso collegate, facilmente accessibili ed il più possibile aggregate.

In virtù della convenzione stipulata in data 5 ottobre 2011 tra il CRA ed il Ministero, il software è stato collocato all’interno del sito ufficiale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e la sua funzionalità è assicurata dall’Ufficio AGRET II-SIAN, coordinamento ICT e informazione, mentre l’aggiornamento del Registro è a cura del CRA-VIT di Conegliano Servizio Nazionale di Certificazione.