Rossese
di G. Dalmasso e M. Mariano
da "Rossese", in Principali vitigni da vino coltivati in Italia - Volume III, Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, 1964

Sinonimi (ed eventuali errati)

Il "Rossese" è uno dei vitigni che ha una sinonimia fra le più ingarbugliate, anche se non molto ricca di termini. E', del resto, il caso comune a molti vitigni che prendono il nome dal colore dell'uva. Come per le "Bianchette", per le "Verdee" per le "Negrare" (con tutti i nomi affini di "Negretti, Negrettini, Neirani", ecc.), così per i vitigni il cui nome allude al colore dell'uva più o meno rossastra, se ne potrebbero citare numerosi, che nulla han di comune fra loro. Nel prezioso Saggio del Di Rovasenda oltre tre colonne sono dedicate ad un elenco di tali vitigni: e non si può dire che esso sia completo. Ma nel caso del "Rossese" di cui qui soltanto ci occupiamo, v'è qualcosa di più singolare: e cioè che sotto questo nome, sia da parte di alcuni dei più accreditati autori di opere ampelografiche, come anche nell'uso comune dei tecnici viti-vinicoli del secolo scorso, il none veniva generalmente adottato per un vitigno (o per vitigni) a frutto bianco! [...] Ripetiamo che qui noi ci occuperemo solo del "Rossese nero". Ma resta ancora da chiarire un punto. Di Rossese a frutto colorato debbono esisterne almeno due: quello che si potrebbe dire di Albenga (Savona) e quello di Dolceacqua o di Ventimiglia (Imperia). Quale dei due deve considerarsi il vero Rossese? Noi riteniamo il secondo. E ciò per un motivo importante. Il vino Rossese ha ormai una sua fama consolidata, anche se l'entità della sua produzione è per ora molto limitata. Quello però che è ricercato come vino d'indiscutibile pregio è quello di Dolceacqua: pittoresco paese nei pressi di Ventimiglia, già ben noto anche per le sue colture d'uva da tavola tardive e da serbo ("Servant"). Anche il vino del "Rossese di Albenga", prodotto tra Finale ed Alassio, ha i suoi amatori: è vino robusto, alcoolico, ma non ha la finezza di quello di Dolceacqua. Comunque, trattasi di un vitigno differente, sia nelle foglie che nei grappoli (i quali presentano colori molto variabili: da quasi neri, a rosso violacei a rossi, tipo Barbarossa, ma in terreni freschi essi rimangono quasi verdastri e solo con sfumature rosa).

Descrizione Ampelografica

Per la descrizione di questo vitigno vennero scelti due cloni, entrambi nel Comune di Dolceacqua: l'uno in località Borgonuovo, l'altro in località S. Bernardo. Quest'ultimo però in seguito venne pressoché trascurato, perché in un vigneto ormai decadente per vecchiaia, e con viti poco caratteristiche. Così come venne abbandonato dopo il primo anno un clone di Rossese d'Albenga, in fraz. Campochiesa. Per tanto, la descrizione che seguirà è quella del R. di Dolceacqua, loc. Borgonuovo.

Germoglio di 10-20 cm

Figura 1: Apice di Rossese.

Apice: espanso, di color verde bronzato con orlo carminato, vellutato.

Foglioline apicali (dalla 1a alla 3a): spiegate, la prima pubescente, la seconda quasi glabra; colore bronzato-ramato.

Foglioline basali (dalla 4a in poi): un po' piegate a gronda; glabre, di color verde.

Asse del germoglio: un po' ricurvo.

Germoglio alla fioritura

Apice: espanso, pubescente, quasi glabro, verde con qualche sfumatura gialla.

Foglioline apicali: spiegate, leggermente pubescenti nella pagina inferiore, color giallo-bronzato.

Foglioline basali: leggermente a gronda, alquanto pubescenti (un po' setolose), di color verde chiaro con sfumature ramate.

Asse del germoglio: a pastorale.

Tralcio erbaceo: a sezione ellittica, liscio, glabro, di color verde, rosso da un lato.

Viticci: per lo più bifidi, lunghi, verdi; formula 1-2-0.

Infiorescenza: di lunghezza media.

Fiore: bottone fiorale globoso; di tipo ermafrodita, autofertile; con 5 stami piuttosto lunghi, diritti; apertura della corolla normale.

Figura 2: Foglia di Rossese.

Foglia: piuttosto grande, quinquelobata, con lobi e seni molto marcati, seno peziolare a lira chiusa, seni laterali superiori profondi, chiusi, con bordi talora sovrapposti, seni inferiori meno profondi, talora quasi chiusi, sovente anche con seni supplementari inferiori; pagina superiore glabra, inferiore con tomento lanugginoso, diffuso, setoloso sulle nervature, che sono di color verde chiaro, lembo ondulato, piegato quasi a coppa, lobi revoluti; dentatura molto pronunciata, con denti acuti in doppia serie; colore del lembo verde cupo, opaco.

Picciolo: di lunghezza media, setoloso, verde con sfumature rosso-vinose da un lato.

Colorazione autunnale delle foglie: giallo intenso.

Figura 3: Grappolo di Rossese.

Grappolo a maturità industriale: di grandezza media, di forma tronco-conica, alato (per lo più con una sola ala), mediamente serrato, peduncolo robusto, verde, pedicelli medi, verdi; cercine poco evidente, verde con orlo rossastro; pennello medio, verde.

Acino: di grandezza media o meno, rotondo o subovoide, con buccia poco pruinosa, di color rosso violaceo scuro (con riflessi fulvi), piuttosto sottile; polpa succosa, di sapore semplice; succo pressoché incolore (un po' ambrato).

Vinaccioli: da uno a due, di media grandezza, con becco grosso.

Tralcio legnoso: robusto, piuttosto lungo, con corteccia striata, non pruinosa, glabra, di color bruno-rossastro, con nodi più scuri, cercine peziolare largo, sporgente; diaframma convesso; gemme poco sporgenti.

Fenologia

Condizioni di osservazione: il clone descritto è situato nel Comune di Dolceacqua, nelle seguenti condizioni.

Ubicazione

Longitudine : 4°52' O (Monte Mario).

Latitudine: 40°51' N.

Altitudine: m 70 s.l.m.

Esposizione e giacitura: terreno collinare, terrazzato, orientamento O-E.

Portinnesto: Rupestris du Lot.

Età: 11 anni (circa).

Forma di potatura e allevamento: una specie d'alberello (o piuttosto ventaglio) con 3 a 5 speroni per ceppo, sostenuto da spalliere con pali di legno e fili di ferro.

Terreno: piuttosto argilloso, pianeggiante (a terrazze).

Fenomeni vegetativi

Invaiatura: prima decade d'Agosto.

Maturazione dell'uva: II epoca (talvolta anche di I).

Caduta delle foglie: Novembre.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Vigoria: buona.

Posizione del primo germoglio fruttifero: 1° o 2° nodo.

Numero di infiorescenze per germoglio: da 1 a 2.

Resistenza alle avversità: normale; resiste abbastanza bene alle brinate e alle nebbie marine; e anche abbastanza all'oidio.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: si comporta bene, meglio con la Rupestris du Lot che col 420A.

Utilizzazione

Il Rossese è da considerare solo come uva da vino.