da "Verduschia", in Principali vitigni da vino coltivati in Italia - Volume IV, Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, 1965
Sinonimi (ed eventuali errati)
Verdusca, "Verdina", "Verdella", "Verdurella". Il vitigno di cui ci si occupa è a frutto bianco. Con Decreto del 30 Maggio 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 133 dell 11/06/2018, è stata riconosciuta la sinonimia tra Verduschia B. (297), Verdicchio Bianco B. (254) e Verdello B. (253).
Descrizione Ampelografica
Per la descrizione di questo vitigno è stato utilizzato un clone di "Verduschia" della Collezione Sperimentale costituita dall Istituto di Coltivazioni Arboree nell azienda "Monna Giovannella" della Facoltà di Agraria di Firenze, dove è stato da noi introdotto dalla zona di Massa Carrara. Con Decreto del 30 Maggio 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 133 dell 11/06/2018, è stata riconosciuta la sinonimia tra Verduschia B. (297), Verdicchio Bianco B. (254) e Verdello B. (253).
Germoglio di 10-20 cm
Apice: in genere espanso, ma talvolta anche medio, vellutato o cotonoso; di color bianco argenteo con margini lievemente carminati.
Foglioline apicali (dalla 1a alla 3a): spiegate, di color bianco argenteo, con sottofondo verde-giallastro; a tomento vellutato o cotonoso le prime due, aracnoideo la 3a.
Foglioline basali (dalla 4a in poi): spiegate, talvolta anche piegate a gronda; di color verde-giallastro; a tomento aracnoideo nella pagina superiore, vellutato o cotonoso in quella inferiore.
Asse del germoglio: ricurvo e spesso a pastorale.
Germoglio alla fioritura
Apice: in genere espanso con residuo di tomento cotonoso o aracnoideo; di color bianco a sfondo verde-giallastro più o meno intenso; margini qua e là soffusi di carminio.
Foglioline apicali: spiegate di color biancastro con fondo verde-giallognolo; a tomento aracnoideo la 3a, cotonoso o vellutato la 1a e la 2a.
Foglioline basali: spiegate di color verde chiaro; tomento aracnoideo nella pagina superiore, vellutato in quella inferiore.
Asse del germoglio: generalmente più o meno ricurvo.
Tralcio erbaceo: sezione trasversale circolare; contorno leggermente angoloso o quasi liscio; tomento aracnoideo; di color verde parzialmente rosso da un lato.
Viticci: bifidi o trifidi; medio-corti; di medio spessore; di color verde con leggeri riflessi bronzei; intermittenti (formula 0-1-2-0).
Infiorescenza: medio-grande (15-21 cm), mediamente spargola.
Fiore: tipo morfologico: sessualità apparente ermafrodita; bottone fiorale: leggermente globoso, mezzano.
Foglia: pentagonale, medio-piccola, tri e quinquelobata con seno peziolare a bordi sovrapposti; seni laterali superiori a bordi sovrapposti o paralleli; seni laterali inferiori, quando sono presenti, generalmente a V più o meno stretto; lembo piano, di medio spessore leggermente ondulato; lobi piani; angolo alla sommità dei lobi terminali acuto; pagina superiore glabra o con leggero residuo di tomento aracnoideo di color verde cupo; mediamente brillante con nervature verdi; pagina inferiore con tomento cotonoso od aracnoideo di color verde chiaro con nervature principali verde biancastro; nervature di 1°-2°-3° ordine sporgenti; denti laterali pronunciati, ma non molto, alquanto irregolari; convessi a base larga.
Picciolo: medio-lungo; grosso, verde soffuso di violaceo, glabro, a sezione trasversale con canale evidente.
Portamento della vegetazione: espanso.
Acino erbaceo: sub-rotondo, verde di tono medio, intensamente pruinoso.
Grappolo a maturità industriale: di media grandezza (18-24 cm) di aspetto semi-compatto, allungato piramidale alato; peduncolo visibile, erbaceo o semi-legnoso, grosso.
Acino: di media grandezza (diametro trasversale 12-14 mm), sferoide, ombelico persistente; buccia pruinosa di color verde giallastro; spessa; distribuzione della colorazione irregolare; polpa succosa; succo incolore, di sapore neutro; pedicello di media lunghezza, di color verde, cercine evidente, verde, pennello corto.
Vinaccioli: in numero medio di 2-3 per acino; piriformi con becco medio o sottile non molto grossi; nessun acino sprovvisto di vinaccioli.
Tralcio legnoso: di media lunghezza e robustezza; di consistenza elastica con qualche femminella di medio vigore; sezione trasversale quasi circolare o leggermente ellittica; superficie striata non pruinosa; nodi evidenti di colore più marcato di quello dei meritalli; internodi di circa 9-12 cm, di colore nocciola più o meno scuro; gemme quasi arrotondate con cercine peziolare piuttosto piccolo; diaframma di medio spessore, piano; midollo color nocciola chiaro, circolare, evidente.
Tronco: di buona vigoria.
Fenologia
Condizioni d osservazione: si considerano quelle della Collezione Sperimentale della azienda "Monna Giovannella" della Facoltà di Agraria dell Università di Firenze, costituita dall Istituto di Coltivazioni Arboree di Firenze e nella quale il clone è stato da noi introdotto.
Ubicazione
Per l ubicazione, il clima, il terreno ecc. si rimanda alla monografia de 1 "Aleatico" pubblicata in precedenza.
Portinnesto: "Berlandieri x Riparia 420A".
Età delle viti: anni 5 (i rilievi sono stati anche effettuati in pieno campo nella zona di Massa Carrara su viti di anni 18).
Fenomeni vegetativi
Germogliamento: seconda decade di Aprile.
Fioritura: seconda decade di Giugno.
Invaiatura: terza decade di Agosto.
Maturazione dell uva: prima decade di Ottobre.
Caduta delle foglie: fine di Novembre - prima decade di Dicembre.
Caratteristiche ed Attitudini colturali
Produzione: abbondante e costante nel clone di cui ci si occupa.
Posizione del primo germoglio fruttifero: 3°-4° nodo.
Numero medio di infiorescenze per germoglio: 1-2.
Fertilità delle femminelle: scarsa o media in condizioni normali.
Resistenza alle malattie: ai comuni parassiti della vite presenta una resistenza normale.
Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: normale.
Utilizzazione
Per la sola vinificazione.


