Sinonimi e Fonti storiche
Morellino del Casentino, Casentino (sinonimi); Sanvicetro (errato). Cultivar appartenente all antico patrimonio viticolo della Toscana. La prima informazione bibliografica ci giunge da Carlo Siemoni, Amministratore delle Foreste Casentinesi per conto del Granduca Leopoldo, il quale nel 1861, sul "Giornale Agrario Toscano" riferisce dei vitigni del Casentino, soffermandosi sul cosiddetto ?Morellino?. Il vitigno viene poi menzionato come Morellone nei "Bullettini Ampelografici" e descritto dalla Commissione ampelografica di Forlì nel Fascicolo X del 1879 ("Il Morellone ha grappolo mediocre, alato, serrato con acini ovali di color rosso cupo, di sapore semplice; e porta tralcio di color cannella chiaro rigato, a medi internodi") e nel Fascicolo XIV del 1881, dove compare nell elenco dei vitigni coltivati nella Provincia di Firenze. Fonseca (1884) riferisce di un Morellino coltivato prevalentemente in Casentino, areale da dove si era esteso in buona parte del territorio fiorentino. Viene descritto come un vitigno da colore per "la ricchezza di sostanze coloranti nella buccia", diverso dal Colore o Colorino principalmente per la forma più regolare del grappolo; lo stesso autore riporta che l uva, se vinificata in purezza, dà un mosto acido, ma produce un vino interessante di un bel colore rosso brillante, che mantiene a lungo. In seguito un Morellone viene citato in una pubblicazione sui vini italiani edita dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio (1914), da Vigiani (1897, 1919) e Marzotto (1926), che lo inseriscono nell elenco dei vitigni coltivati nella Provincia di Arezzo. De Astis (1933) riporta le caratteristiche ampelografiche del Morellone e si sofferma sulla sua diffusione nella Provincia di Arezzo, sia negli ambienti di fondo valle, in prevalenza sulla riva sinistra dell Arno, che in zone collinari fino a 600 metri di quota, dove raggiunge quasi sempre la maturazione. Lo indica come più precoce del Sangiovese nelle prime fasi fenologiche, di media produzione, con vino molto colorito ed alcolico. Lo stesso autore (1937) lo ritiene indigeno del Casentino e presente anche nella bassa Maremma, in provincia di Grosseto. Fileni (1943) presenta un lungo elenco di vitigni utilizzati in Casentino prima della Seconda Guerra Mondiale, tra cui figura anche il Morellone. Più recentemente, Breviglieri e Casini (1964) includono un Morellone, coltivato nella Provincia di Arezzo, tra le varietà oggetto di indagine ai fini del riordino ampelografico. Nel corso di un recente progetto pluriennale per il recupero e la conservazione del germoplasma viticolo del Casentino (Armanni et al., 2010), sono stati rinvenuti nell alto Casentino, in vigneti spesso più che centenari, alcuni esemplari del vitigno, denominati dagli anziani sia Morellone che Morellino del Casentino, ed in qualche caso anche (erroneamente) Sanvicetro. Il Morellone è stato individuato anche in vecchi vigneti del Chianti fiorentino con la denominazione di Casentino (Bandinelli et al., 2005).
Descrizione ampelografica
Germoglio
002 - Distribuzione della pigmentazione antocianica dei peli striscianti dell apice - 2) Al margine
003 - Intensità della pigmentazione antocianica dei peli striscianti dell apice - 3) Bassa
004 - Densità peli striscianti dell apice - 3) Bassa
006 - Portamento (prima della legatura) - 3) Semi-eretto
007 - Colore lato dorsale internodi - 1) Verde
008 - Colore lato ventrale internodi -2) Verde e rosso
009 - Colore lato dorsale nodi - 2) Verde e rosso
010 - Colore lato ventrale nodi - 1) Verde
011 - Densità dei peli eretti sui nodi - 1) Nulla o molto bassa
012 - Densità dei peli eretti sugli internodi - 1) Nulla o molto bassa
013 - Densità dei peli striscianti sui nodi - 3-5) Bassa-Media
014 - Densità dei peli striscianti sugli internodi - 1) Nulla o molto bassa
015-2 - Intensità della pigmentazione antocianica delle perule delle gemme - 1) Nulla o molto bassa
Germoglio alla fioritura
A portamento semieretto, di color verde con striature rossastre e leggera tomentosità sui nodi.
Viticci
Corti, a distribuzione discontinua, prevalentemente bifidi.
016 - Numero viticci consecutivi - 1) 2 o meno
017 - Lunghezza dei viticci - 3) Corti
Giovane foglia
Foglioline apicali: piane o a gronda, cotonose, con pigmentazione antocianica di debole intensità distribuita ai margini. Foglioline basali: piane, di color verde-giallo con zone bronzate e tomentosità sulla pagina inferiore di media intensità.
051 - Colore della pagina superiore del lembo (4a foglia) - 3) Bronzato
053 - Densità dei peli striscianti tra le nervature principali della pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 5) Media
054 - Densità dei peli eretti tra le nervature principali sulla pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 1-3) Nulla o molto bassa-Bassa
055 - Densità dei peli striscianti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 3) Bassa
056 - Densità dei peli eretti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 1) Nulla o molto bassa
Apice del germoglio
Espanso, con leggera pigmentazione antocianica a margine e tomentosità leggera.
Foglia adulta
Dimensioni medio-piccole, pentalobata, cuneiforme tendente all orbicolare, seno peziolare aperto, prevalentemente ad U, seni laterali superiori profondi, ad U, con bordi sovrapposti. Pagina superiore glabra, di color verde brillante (giallo in autunno),
lucida, a bollosità leggera e nervatura principale con piegatura e profilo piano o contorto. Pagina inferiore con nervature evidenti; peli striscianti di densità da bassa a media sul lembo, leggera sulle nervature principali;peli eretti di debole densità;
denti di medie dimensioni, irregolari, a forma convessa.Picciolo: glabro, di color verde sfumato di rosa, lungo quanto N1, spesso o più lungo.
065 - Dimensione del lembo - 5) Medio
067 - Forma del lembo - 2) Cuneiforme
068 - Numero dei lobi - 3) Cinque
069 - Colore pagina superiore del lembo - 5) Verde medio
070 - Distribuzione della pigmentazione antocianica sulle nervature principali della pagina superiore del lembo - 1) Assente
071 - Distribuzione della pigmentazione antocianica delle nervature principali della pagina inferiore del lembo - 1) Assente
072 - Depressioni del lembo - 1) Assenti o molto deboli
073 - Ondulazione del lembo tra le nervature principali o secondarie - 9) Presente
074 - Profilo del lembo in sezione trasversale - 1-5) Piano-Contorto
075 - Bollosità della pagina superiore del lembo - 3) Bassa
076 - Forma dei denti - 5) Mista tra lati rettilinei e lati convessi
077 - Dimensioni dei denti in rapporto alla dimensione del lembo - 3-5) Piccoli-Medi
078 - Lunghezza dei denti in rapporto alla loro larghezza - 3) Corti
079 - Grado di apertura/sovrapposizione dei bordi del seno peziolare - 3) Aperto
080 - Forma della base del seno peziolare - 1) A U
081-1 - Denti del seno peziolare - 1) Assenti
081-2 - Base del seno peziolare delimitato dalla nervatura - 3) Su entrambi i lati
082 - Grado di apertura/sovrapposizione dei seni laterali superiori - 3) Leggermente sovrapposti
083-1 - Forma della base dei seni laterali superiori - 1) Ad U
083-2 - Denti nei seni laterali superiori - 1) Assenti
084 - Densità dei peli striscianti tra le nervature principali sulla pagina inferiore del lembo - 3-5) Bassa-Media
085 - Densità dei peli eretti tra le nervature principali sulla pagina inferiore del lembo - 3) Bassa
086 - Densità dei peli striscianti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo - 3) Bassa
087 - Densità dei peli eretti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo 1-3) Nulla o molto bassa-Bassa
088 - Peli striscianti sulle nervature principali della pagina superiore del lembo - 1) Assenti
089 - Peli eretti sulle nervature principali della pagina superiore del lembo - 1) Assenti
090 - Densità peli striscianti sul picciolo - 1) Nulla o molto bassa
091 - Densità dei peli eretti sul picciolo - 1) Nulla o molto bassa
093 - Lunghezza del picciolo in rapporto alla lunghezza della nervatura mediana - 5) Uguale
094 - Profondità dei seni laterali superiori - 5) Medio
601 - Lunghezza della nervatura N1 - 5) Media
602 - Lunghezza della nervatura N2 - 5) Media
603 - Lunghezza della nervatura N3 - 5) Media
604 - Lunghezza della nervatura N4 - 9) Molto lunga
605 - Distanza dal seno peziolare al seno laterale superiore - 1-3) Molto corta-Corta
606 - Distanza dal seno peziolare al seno laterale inferiore - 1-3) Molto corta-Corta
Tralcio legnoso
Di media vigoria con internodi a sezione circolare della lunghezza di 9-12 cm e del diametro di 8-11 mm. Dopo la caduta delle foglie il tralcio legnoso si presenta glabro con internodi di colore bruno-giallastro e nodi violacei.
101 - Sezione trasversale - 1) Circolare
103 - Colore prevalente - 2) Brunastro
Fiore e Infiorescenza
Ermafrodita con stami e gineceo completamente sviluppati; le infiorescenze, in numero di 1 o 2 per tralcio, sono inserite sul germoglio a livello del 3° e 4° nodo.
151 - Fiore: organi sessuali - 3) Stami completamente sviluppati e gineceo completamente sviluppato
152 - Livello d inserzione della 1a infiorescenza - 2) 3° e 4° nodo
153 - Numero di infiorescenze per germoglio - 2) da 1,1 a 2 infiorescenze
Grappolo
Dimensioni medie (circa 12 cm di lunghezza e 6-8 larghezza), è mediamente compatto ed ha forma prevalentemente conica con piccole ali e peso medio di 230 g. Il peduncolo è corto (circa 50 mm), lignificato dalla base sino alla metà della sua lunghezza.
202 - Lunghezza (escluso il peduncolo) - 3) Corto
203 - Larghezza - 3) Stretto
204 - Compattezza - 5) Medio
206 - Lunghezza del peduncolo del grappolo principale - 3) Corto
207 - Lignificazione del peduncolo - 1-5) Solo alla base-Fino a circa la metà
208 - Forma - 2) Conico
209 - Numero di ali - 2) 1-2 ali
Acino
Sferoidale, dimensioni medie (tra i 15-18 mm di larghezza e lunghezza), uniforme (peso medio di circa 2,2 g), colore blu-nero con buccia spessa mediamente pruinosa. La polpa è incolore, di media consistenza; il pedicello è corto, a separazione difficile.
220 - Lunghezza - 5) Medio
221 - Larghezza - 3) Stretto
222 - Uniformità della dimensione - 2) Uniforme
223 - Forma - 2) Sferoidale
225 - Colore della buccia - 6) Blu nero
226 - Uniformità del colore della buccia - 2) Uniforme
227 - Pruina - 5) Media
228 - Spessore della buccia - 7) Spessa
229 - Ombelico - 1) Poco apparente
231 - Intensità della pigmentazione antocianica della polpa - 1) Nulla o molto debole
232 - Succulenza della polpa - 2) Mediamente succosa
235 - Consistenza della polpa - 2) Leggermente soda
236 - Sapore particolare - 1) Nessuno
238 - Lunghezza del pedicello - 3) Corto
240 - Facilità di separazione dal pedicello - 3) Difficile
241 - Sviluppo dei vinaccioli - 3) Completo
242 - Lunghezza dei vinaccioli - 5) Medi
244 - Scanalature trasversali sulla faccia dorsale vinaccioli - 1) Assenti
Fenologia
Il Morellone è medio-tardivo, ad eccezione dell epoca di fioritura. Si è distinto, dalla varietà di riferimento (Sangiovese) per la durata del ciclo vegetativo, in particolare per la maggiore durata dell intervallo tra invaiatura e vendemmia.
Germogliamento - Ambiente casentinese: II decade di Aprile; Ambiente aretino: I decade di Aprile
Fioritura - Ambiente casentinese: II decade di Giugno; Ambiente aretino: III decade di Maggio
Invaiatura - Ambiente casentinese: II decade di Agosto; Ambiente aretino: I decade di Agosto
Vendemmia - Ambiente casentinese: I decade di Ottobre; Ambiente aretino: III decade di Settembre
Caratteristiche
Produttività
Ha notevole fertilità e produttività costante. Nel casentinese la media di uva per ceppo è leggermente inferiore rispetto al Sangiovese, dal quale si distingue anche per produrre grappoli e acini di maggiori dimensioni.
Produzione media (kg/ceppo) - Ambiente casentinese: 4,20 ± 0,52; Ambiente aretino: 2,81 ± 0,61. Produzione stimata (t/ha) - Ambiente casentinese: 15,530; Ambiente aretino: 11,570.
Grappoli (n/ceppo) - Ambiente casentinese: 17,7 ± 3,3; Ambiente aretino: 14,8 ± 1,8.
Peso grappolo (g) - Ambiente casentinese: 244 ± 41; Ambiente aretino: 216 ±14. Peso acino (g) - Ambiente casentinese: 2,49 ± 0,21; Ambiente aretino: 1,95 ± 0,22.
Mosto
Il profilo antocianico delle bucce, evidenzia che il Morellone condivide col Sangiovese la frazione acilata che è presente solo in minima parte, mentre è quasi assente la componente acetilata. Il rapporto è simile tra antocianine tri- e di-sostituite
Così le uve di Morellone si collocano tra quelle di Sangiovese a prevalente tenore in malvina, cianina e peonina, con una modestissima presenza di antociani esterificati (circa 2%) e con un rapporto tra antocianine cumarate e acetate sempre maggiore di 1
Acidità totale (g/L) - Ambiente casentino: 9,15 ± 1,71; Ambiente aretino: 7,88 ± 1,16.
pH - Ambiente casentino: 3,07 ± 0,10; Ambiente aretino: 3,13 ± 0,02. Zuccheri (°Brix) - Ambiente casentino: 21,7 ± 1,6. Ambiente aretino: 22,1 ± 1,1.
Vino
Di colore rosso rubino molto intenso, con ottima tonalità. L odore è di frutti rossi (marasca) e floreale (viola) con elevate note di frutta matura. Il sapore è molto strutturato, persistente, con ottimo corpo, ricco di acidità e tendenzialmente tannico
Alcol (% v/v) - 12,3; pH - 3,06; Acidità totale (g/L) - 8,5;
Acidità volatile (g/L) - 0,61; Zuccheri residui (g/L) - 2,32; Estratto secco (g/L) - 29,36.
Resistenza e Suscettibilità
Il vitigno si è rivelato poco sensibile a peronospora, oidio e botrite, grazie soprattutto alla buona consistenza della buccia ed alla la ridotta compattezza del grappolo.
Utilizzazione
Uva da vino



