Morellone
in Estratto dalla domanda di iscrizione al Registro Nazionale delle varietà di vite, presso il MIPAAF, 2016

Sinonimi e Fonti storiche

Morellino del Casentino, Casentino (sinonimi); Sanvicetro (errato). Cultivar appartenente all antico patrimonio viticolo della Toscana. La prima informazione bibliografica ci giunge da Carlo Siemoni, Amministratore delle Foreste Casentinesi per conto del Granduca Leopoldo, il quale nel 1861, sul "Giornale Agrario Toscano" riferisce dei vitigni del Casentino, soffermandosi sul cosiddetto ?Morellino?. Il vitigno viene poi menzionato come Morellone nei "Bullettini Ampelografici" e descritto dalla Commissione ampelografica di Forlì nel Fascicolo X del 1879 ("Il Morellone ha grappolo mediocre, alato, serrato con acini ovali di color rosso cupo, di sapore semplice; e porta tralcio di color cannella chiaro rigato, a medi internodi") e nel Fascicolo XIV del 1881, dove compare nell elenco dei vitigni coltivati nella Provincia di Firenze. Fonseca (1884) riferisce di un Morellino coltivato prevalentemente in Casentino, areale da dove si era esteso in buona parte del territorio fiorentino. Viene descritto come un vitigno da colore per "la ricchezza di sostanze coloranti nella buccia", diverso dal Colore o Colorino principalmente per la forma più regolare del grappolo; lo stesso autore riporta che l uva, se vinificata in purezza, dà un mosto acido, ma produce un vino interessante di un bel colore rosso brillante, che mantiene a lungo. In seguito un Morellone viene citato in una pubblicazione sui vini italiani edita dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio (1914), da Vigiani (1897, 1919) e Marzotto (1926), che lo inseriscono nell elenco dei vitigni coltivati nella Provincia di Arezzo. De Astis (1933) riporta le caratteristiche ampelografiche del Morellone e si sofferma sulla sua diffusione nella Provincia di Arezzo, sia negli ambienti di fondo valle, in prevalenza sulla riva sinistra dell Arno, che in zone collinari fino a 600 metri di quota, dove raggiunge quasi sempre la maturazione. Lo indica come più precoce del Sangiovese nelle prime fasi fenologiche, di media produzione, con vino molto colorito ed alcolico. Lo stesso autore (1937) lo ritiene indigeno del Casentino e presente anche nella bassa Maremma, in provincia di Grosseto. Fileni (1943) presenta un lungo elenco di vitigni utilizzati in Casentino prima della Seconda Guerra Mondiale, tra cui figura anche il Morellone. Più recentemente, Breviglieri e Casini (1964) includono un Morellone, coltivato nella Provincia di Arezzo, tra le varietà oggetto di indagine ai fini del riordino ampelografico. Nel corso di un recente progetto pluriennale per il recupero e la conservazione del germoplasma viticolo del Casentino (Armanni et al., 2010), sono stati rinvenuti nell alto Casentino, in vigneti spesso più che centenari, alcuni esemplari del vitigno, denominati dagli anziani sia Morellone che Morellino del Casentino, ed in qualche caso anche (erroneamente) Sanvicetro. Il Morellone è stato individuato anche in vecchi vigneti del Chianti fiorentino con la denominazione di Casentino (Bandinelli et al., 2005).

Descrizione ampelografica

Germoglio

Figura 1: Apice di Morellone.

002 - Distribuzione della pigmentazione antocianica dei peli striscianti dell apice - 2) Al margine

003 - Intensità della pigmentazione antocianica dei peli striscianti dell apice - 3) Bassa

004 - Densità peli striscianti dell apice - 3) Bassa

006 - Portamento (prima della legatura) - 3) Semi-eretto

007 - Colore lato dorsale internodi - 1) Verde

008 - Colore lato ventrale internodi -2) Verde e rosso

009 - Colore lato dorsale nodi - 2) Verde e rosso

010 - Colore lato ventrale nodi - 1) Verde

011 - Densità dei peli eretti sui nodi - 1) Nulla o molto bassa

012 - Densità dei peli eretti sugli internodi - 1) Nulla o molto bassa

013 - Densità dei peli striscianti sui nodi - 3-5) Bassa-Media

014 - Densità dei peli striscianti sugli internodi - 1) Nulla o molto bassa

015-2 - Intensità della pigmentazione antocianica delle perule delle gemme - 1) Nulla o molto bassa

Germoglio alla fioritura

A portamento semieretto, di color verde con striature rossastre e leggera tomentosità sui nodi.

Viticci

Corti, a distribuzione discontinua, prevalentemente bifidi.

016 - Numero viticci consecutivi - 1) 2 o meno

017 - Lunghezza dei viticci - 3) Corti

Giovane foglia

Foglioline apicali: piane o a gronda, cotonose, con pigmentazione antocianica di debole intensità distribuita ai margini. Foglioline basali: piane, di color verde-giallo con zone bronzate e tomentosità sulla pagina inferiore di media intensità.

051 - Colore della pagina superiore del lembo (4a foglia) - 3) Bronzato

053 - Densità dei peli striscianti tra le nervature principali della pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 5) Media

054 - Densità dei peli eretti tra le nervature principali sulla pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 1-3) Nulla o molto bassa-Bassa

055 - Densità dei peli striscianti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 3) Bassa

056 - Densità dei peli eretti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo (4a foglia) - 1) Nulla o molto bassa

Apice del germoglio

Espanso, con leggera pigmentazione antocianica a margine e tomentosità leggera.

Figura 2: Foglia di Morellone.

Foglia adulta

Dimensioni medio-piccole, pentalobata, cuneiforme tendente all orbicolare, seno peziolare aperto, prevalentemente ad U, seni laterali superiori profondi, ad U, con bordi sovrapposti. Pagina superiore glabra, di color verde brillante (giallo in autunno),

lucida, a bollosità leggera e nervatura principale con piegatura e profilo piano o contorto. Pagina inferiore con nervature evidenti; peli striscianti di densità da bassa a media sul lembo, leggera sulle nervature principali;peli eretti di debole densità;

denti di medie dimensioni, irregolari, a forma convessa.Picciolo: glabro, di color verde sfumato di rosa, lungo quanto N1, spesso o più lungo.

065 - Dimensione del lembo - 5) Medio

067 - Forma del lembo - 2) Cuneiforme

068 - Numero dei lobi - 3) Cinque

069 - Colore pagina superiore del lembo - 5) Verde medio

070 - Distribuzione della pigmentazione antocianica sulle nervature principali della pagina superiore del lembo - 1) Assente

071 - Distribuzione della pigmentazione antocianica delle nervature principali della pagina inferiore del lembo - 1) Assente

072 - Depressioni del lembo - 1) Assenti o molto deboli

073 - Ondulazione del lembo tra le nervature principali o secondarie - 9) Presente

074 - Profilo del lembo in sezione trasversale - 1-5) Piano-Contorto

075 - Bollosità della pagina superiore del lembo - 3) Bassa

076 - Forma dei denti - 5) Mista tra lati rettilinei e lati convessi

077 - Dimensioni dei denti in rapporto alla dimensione del lembo - 3-5) Piccoli-Medi

078 - Lunghezza dei denti in rapporto alla loro larghezza - 3) Corti

079 - Grado di apertura/sovrapposizione dei bordi del seno peziolare - 3) Aperto

080 - Forma della base del seno peziolare - 1) A U

081-1 - Denti del seno peziolare - 1) Assenti

081-2 - Base del seno peziolare delimitato dalla nervatura - 3) Su entrambi i lati

082 - Grado di apertura/sovrapposizione dei seni laterali superiori - 3) Leggermente sovrapposti

083-1 - Forma della base dei seni laterali superiori - 1) Ad U

083-2 - Denti nei seni laterali superiori - 1) Assenti

084 - Densità dei peli striscianti tra le nervature principali sulla pagina inferiore del lembo - 3-5) Bassa-Media

085 - Densità dei peli eretti tra le nervature principali sulla pagina inferiore del lembo - 3) Bassa

086 - Densità dei peli striscianti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo - 3) Bassa

087 - Densità dei peli eretti sulle nervature principali della pagina inferiore del lembo 1-3) Nulla o molto bassa-Bassa

088 - Peli striscianti sulle nervature principali della pagina superiore del lembo - 1) Assenti

089 - Peli eretti sulle nervature principali della pagina superiore del lembo - 1) Assenti

090 - Densità peli striscianti sul picciolo - 1) Nulla o molto bassa

091 - Densità dei peli eretti sul picciolo - 1) Nulla o molto bassa

093 - Lunghezza del picciolo in rapporto alla lunghezza della nervatura mediana - 5) Uguale

094 - Profondità dei seni laterali superiori - 5) Medio

601 - Lunghezza della nervatura N1 - 5) Media

602 - Lunghezza della nervatura N2 - 5) Media

603 - Lunghezza della nervatura N3 - 5) Media

604 - Lunghezza della nervatura N4 - 9) Molto lunga

605 - Distanza dal seno peziolare al seno laterale superiore - 1-3) Molto corta-Corta

606 - Distanza dal seno peziolare al seno laterale inferiore - 1-3) Molto corta-Corta

Tralcio legnoso

Di media vigoria con internodi a sezione circolare della lunghezza di 9-12 cm e del diametro di 8-11 mm. Dopo la caduta delle foglie il tralcio legnoso si presenta glabro con internodi di colore bruno-giallastro e nodi violacei.

101 - Sezione trasversale - 1) Circolare

103 - Colore prevalente - 2) Brunastro

Fiore e Infiorescenza

Ermafrodita con stami e gineceo completamente sviluppati; le infiorescenze, in numero di 1 o 2 per tralcio, sono inserite sul germoglio a livello del 3° e 4° nodo.

151 - Fiore: organi sessuali - 3) Stami completamente sviluppati e gineceo completamente sviluppato

152 - Livello d inserzione della 1a infiorescenza - 2) 3° e 4° nodo

153 - Numero di infiorescenze per germoglio - 2) da 1,1 a 2 infiorescenze

Figura 3: Grappolo di Morellone.

Grappolo

Dimensioni medie (circa 12 cm di lunghezza e 6-8 larghezza), è mediamente compatto ed ha forma prevalentemente conica con piccole ali e peso medio di 230 g. Il peduncolo è corto (circa 50 mm), lignificato dalla base sino alla metà della sua lunghezza.

202 - Lunghezza (escluso il peduncolo) - 3) Corto

203 - Larghezza - 3) Stretto

204 - Compattezza - 5) Medio

206 - Lunghezza del peduncolo del grappolo principale - 3) Corto

207 - Lignificazione del peduncolo - 1-5) Solo alla base-Fino a circa la metà

208 - Forma - 2) Conico

209 - Numero di ali - 2) 1-2 ali

Acino

Sferoidale, dimensioni medie (tra i 15-18 mm di larghezza e lunghezza), uniforme (peso medio di circa 2,2 g), colore blu-nero con buccia spessa mediamente pruinosa. La polpa è incolore, di media consistenza; il pedicello è corto, a separazione difficile.

220 - Lunghezza - 5) Medio

221 - Larghezza - 3) Stretto

222 - Uniformità della dimensione - 2) Uniforme

223 - Forma - 2) Sferoidale

225 - Colore della buccia - 6) Blu nero

226 - Uniformità del colore della buccia - 2) Uniforme

227 - Pruina - 5) Media

228 - Spessore della buccia - 7) Spessa

229 - Ombelico - 1) Poco apparente

231 - Intensità della pigmentazione antocianica della polpa - 1) Nulla o molto debole

232 - Succulenza della polpa - 2) Mediamente succosa

235 - Consistenza della polpa - 2) Leggermente soda

236 - Sapore particolare - 1) Nessuno

238 - Lunghezza del pedicello - 3) Corto

240 - Facilità di separazione dal pedicello - 3) Difficile

241 - Sviluppo dei vinaccioli - 3) Completo

242 - Lunghezza dei vinaccioli - 5) Medi

244 - Scanalature trasversali sulla faccia dorsale vinaccioli - 1) Assenti

Fenologia

Il Morellone è medio-tardivo, ad eccezione dell epoca di fioritura. Si è distinto, dalla varietà di riferimento (Sangiovese) per la durata del ciclo vegetativo, in particolare per la maggiore durata dell intervallo tra invaiatura e vendemmia.

Germogliamento - Ambiente casentinese: II decade di Aprile; Ambiente aretino: I decade di Aprile

Fioritura - Ambiente casentinese: II decade di Giugno; Ambiente aretino: III decade di Maggio

Invaiatura - Ambiente casentinese: II decade di Agosto; Ambiente aretino: I decade di Agosto

Vendemmia - Ambiente casentinese: I decade di Ottobre; Ambiente aretino: III decade di Settembre

Caratteristiche

Produttività

Ha notevole fertilità e produttività costante. Nel casentinese la media di uva per ceppo è leggermente inferiore rispetto al Sangiovese, dal quale si distingue anche per produrre grappoli e acini di maggiori dimensioni.

Produzione media (kg/ceppo) - Ambiente casentinese: 4,20 ± 0,52; Ambiente aretino: 2,81 ± 0,61. Produzione stimata (t/ha) - Ambiente casentinese: 15,530; Ambiente aretino: 11,570.

Grappoli (n/ceppo) - Ambiente casentinese: 17,7 ± 3,3; Ambiente aretino: 14,8 ± 1,8.

Peso grappolo (g) - Ambiente casentinese: 244 ± 41; Ambiente aretino: 216 ±14. Peso acino (g) - Ambiente casentinese: 2,49 ± 0,21; Ambiente aretino: 1,95 ± 0,22.

Mosto

Il profilo antocianico delle bucce, evidenzia che il Morellone condivide col Sangiovese la frazione acilata che è presente solo in minima parte, mentre è quasi assente la componente acetilata. Il rapporto è simile tra antocianine tri- e di-sostituite

Così le uve di Morellone si collocano tra quelle di Sangiovese a prevalente tenore in malvina, cianina e peonina, con una modestissima presenza di antociani esterificati (circa 2%) e con un rapporto tra antocianine cumarate e acetate sempre maggiore di 1

Acidità totale (g/L) - Ambiente casentino: 9,15 ± 1,71; Ambiente aretino: 7,88 ± 1,16.

pH - Ambiente casentino: 3,07 ± 0,10; Ambiente aretino: 3,13 ± 0,02. Zuccheri (°Brix) - Ambiente casentino: 21,7 ± 1,6. Ambiente aretino: 22,1 ± 1,1.

Vino

Di colore rosso rubino molto intenso, con ottima tonalità. L odore è di frutti rossi (marasca) e floreale (viola) con elevate note di frutta matura. Il sapore è molto strutturato, persistente, con ottimo corpo, ricco di acidità e tendenzialmente tannico

Alcol (% v/v) - 12,3; pH - 3,06; Acidità totale (g/L) - 8,5;

Acidità volatile (g/L) - 0,61; Zuccheri residui (g/L) - 2,32; Estratto secco (g/L) - 29,36.

Resistenza e Suscettibilità

Il vitigno si è rivelato poco sensibile a peronospora, oidio e botrite, grazie soprattutto alla buona consistenza della buccia ed alla la ridotta compattezza del grappolo.

Utilizzazione

Uva da vino